23 – 24/08/2025 Un balcone sul Pian di Neve

Di ritorno da due giorni nella meravigliosa Val Salarno.

Accolti dalla bellezza della valle, dal calore del Rifugio Prudenzini, dal sorriso e dall’energia dei giovani rifugisti che se ne stanno prendendo cura. Cercando i segni dell’antico glacialismo tra pantani, morene e versanti smantellati e il filo delle storie delle esplorazioni pioneristiche di questi luoghi, intrecciato a nomi e toponimi. Parlando di ghiacciai e di Adamello, il più esteso delle Alpi italiane. Raccontando di giganti in estinzione.

Poi prima dell’alba nuova abbiamo attraversato la piana acquitrinosa e iniziato la salita verso il Passo di Salarno, scegliendo con cura gli appoggi per i piedi e gioendo delle prime lame di luce che sfiorano i graniti.

La vista del Pian di Neve si schiude d’improvviso e l’emozione è grande: ad arrivare prima è sempre lo stupore che regala la sua vastità. Ma c’è anche la consapevolezza dell’agonia, che ci restituiscono i toni scuri delle polveri e dei detriti, così estranei all’immaginario che custodiamo. É un passo necessario per capire che ci riguarda.

Due giorni pieni di paesaggi e di bellezza negli occhi, di fatica buona e sorrisi, di divertimento e condivisione, come succede con i piccoli grandi gruppi che si affinano in due parole. Come succede vivendo insieme la scoperta della montagna.

Grazie a chi c’era!